Cronaca

Aversa, auto in fiamme: mamma e figlio salvati da due poliziotti eroi

Due poliziotti eroi, entrambi in servizio al commissariato di Aversa hanno salvato mamma e figlio da morte certa. Gli agenti hanno salvato i due intrappolati in un’auto avvolta dalle fiamme.

Poliziotti eroi salvano mamma e figlio

Era il 4 luglio scorso e Salvatore Loffredo, 39 anni, di Napoli, percorreva, verso le 20.30, a bordo della sua Lancia Ypsilon, la statale 7 bis, all’altezza di Frignano, in compagnia di uno dei figli. Ad un tratto, notava una volante della polizia che gli faceva cenno di accostare, mentre si poneva di copertura rispetto alle altre vetture che sopraggiungevano.

«Una volta fermi – racconta l’uomo – abbiamo notato che dal cofano della mia vettura e dal bocchettone dell’aria condizionata fuoriuscivano delle fiamme. Presi dal panico, non riuscivamo a slacciarci le cinture di sicurezza per abbandonare l’autovettura, oramai in preda alle fiamme. Il poliziotto con forza e velocità riusciva a sbloccare la mia cintura. Intanto, sopraggiungeva l’altro agente che faceva lo stesso con la cintura di mio figlio, prendendoci in braccio e portandoci in salvo a distanza di sicurezza dalla vettura».

«Da quella posizione, – continua il racconto – guardando quanto stava avvenendo alla mia auto ho capito quanto ero stato fortunato. Mio figlio in lacrime, abbracciato ad uno degli agenti di polizia mi ha fatto capire che essi sono non solo uomini addestrati per affrontare situazioni pericolose, ma anche degli esseri umani, dei padri di famiglia ed amici. Ci hanno calmato e con le loro parole ci hanno fatto sentire al sicuro, facendoci vivere questo tragico episodio con serenità, senza traumi. I due poliziotti sono rimasti con noi fino alla fine, fino a quando il carroattrezzi è venuto a prenderci per portarci a casa». Un finale di lettera quasi da libro Cuore: «Mio figlio Saverio ha deciso che da grande vuole fare il poliziotto e durante la strada del ritorno non ha fatto altro che parlare di quanto siano stati bravi quei due agenti, dimenticandosi, facendo passare in secondo piano il pericolo corso, la tragedia nel corso della quale abbiamo rischiato la vita».

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