Cronaca

I messaggi alle sorelle non erano per il clan: “Assolto Zagaria”

Per i giudici "il fatto non sussiste"

Assolto il boss Michele Zagaria, la DDA aveva chiesto la condanna a 16 anni per messaggi destinati a due sorelle che nascondevano “ordini” per la prosecuzione del clan dei Casalesi ma, secondo quanto riportato dal Mattino, per i giudici “il fatto non sussiste”.

Casalesi, assolto il boss Michele Zagaria

La DDA aveva chiesto la condanna a 16 anni per messaggi destinati a due sorelle che nascondevano “ordini” per la prosecuzione del clan dei Casalesi ma, secondo quanto riportato dal Mattino, per i giudici “il fatto non sussiste”.

I messaggi

“Ho sognato che si era incendiata la lavatrice” oppure “Se mi pento io è finita per tutta la famiglia”, secondo l’accusa erano due degli svariati messaggi rivolti a sorella o familiari, dietro i quali si sarebbero nascosti chissà quali ordini con un linguaggio “criptato”.

L’accusa contestata a Zagaria, era quella di associazione camorristica per il periodo successivo all’arresto del 7 dicembre 2011. Il boss avrebbe continuato a gestire il clan impartendo direttive all’esterno attraverso messaggi per i familiari, sorelle in primis, durante i colloqui in carcere.

Non solo i messaggi

Ma non erano solo i messaggi a preoccupare, la Dda aveva considerato ed esaminato anche il linguaggio del corpo e dei segni, sguardi ritenuti particolari oppure lo strofinamento dell’indice e del pollice della mano a sua sorella Gesualda.

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