Cronaca

Casapesenna: casa confiscata al clan diventa il rifugio per animali

"È necessario superare la concezione del rifugio come discarica di animali rifiutati dalla società per concepirlo come centro servizi finalizzato ad educare animali e uomini a una serena convivenza".

Sarà realizzato un rifugio per animali nell’immobile confiscato ad Alfredo Zara nella quarta traversa di via Limitone a Casapesenna. “Il progetto realizzato da Agrorinasce – spiega il sindaco Marcello De Rosa – ha come obiettivo quello di raggiungere molteplici scopi riconducibili alle finalità igieniche, sociali, economiche, di tutela degli animali e piena fruibilità di uno spazio abbandonato, oltre la possibilità di realizzare una struttura multiservizi.

Rifugio per animali nell’immobile confiscato alla camorra

Il Comune di Casapesenna ha incaricato la società Agrorinasce di individuare una serie di interventi per la riqualificazione dell’edificio sottratto alla camorra e acquisito al patrimonio dell’Ente in via definitiva nel novembre del 2013, con decreto dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, al fine di migliorane la funzionalità, e di destinarlo ad usi sociali“.

Il progetto

Come riporta Il Mattino, l’intervento prevede la realizzazione di rifugi per animali per ospitare circa 18 unità, composto da una superficie idonea alla collocazione dei box destinati ad ospitare gli animali; la realizzazione di un box prefabbricato ad uso ufficio ricettivo/amministrativo, medicheria e servizi igienici; un’area di servizio attrezzata.

Il progetto, inoltre, prevede anche la realizzazione di spazi idonei a realizzare box per la custodia degli animali, dotate di impianto di smaltimento delle acque meteoriche, di lavaggio e dei liquami solidi e liquidi; la realizzazione degli impianti idrico ed elettrico di ogni gruppo modulare di box completi di impianto di protezione e disinfestazione da insetti.

I costi

Costo dell’intera operazione 200mila euro, fondi stanziati dalla Regione Campania, per una struttura pubblica, unica nel suo genere. “È necessario – conclude il primo cittadino superare la concezione del rifugio come discarica di animali rifiutati dalla società per concepirlo come centro servizi finalizzato ad educare animali e uomini a una serena convivenza“.

Fonte: Il Mattino

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