Cronaca

Said sacrifica la sua vita: il bagnino salva due bambini e muore in mare, shock a Castel Volturno

Bagnino morto per salvare due bambini: il dramma a Castel Volturno dove Said, 42enne originario del Marocco, ha perso la vita in mare

Si chiamava Said il bagnino morto Castel Volturno per salvare due bambini. Senza il suo intervento, sarebbero annegati sicuramente stando al racconto di un bagnante che ai microfoni del quotidiano Il Mattino oggi in edicola ha ricostruito quei tragici momenti.

Castel Volturno, bagnino morto per salvare due bambini

“La mamma dei bambini urlava sotto choc e il papà chiedeva aiuto in maniera disperata. Sono stati in tanti a lanciarsi a mare per prestare soccorso, anche i bagnini dei lidi limitrofi a quello dove c’è stata la tragedia. Ma prima di chiunque altro è stato Said a tuffarsi e raggiungere i due bambini che, senza il suo intervento, quasi certamente sarebbero annegati”.

La tragedia è avvenuta al lido dei Gabbiani nella mattinata di ieri, martedì 7 giugno, quando Rahhaal Amarr, 42enne originario del Marocco, ha sacrificato la sua vita per salvare quella di due bambini.

Il racconto

“Ha tirato su dalle acque il primo bambino e lo ha sistemato sugli scogli. Subito dopo è andato alla ricerca del secondo, e anche questo è stato portato in salvo allo stesso modo. La corrente era fortissima. Mentre teneva in braccio i bambini urtava violentemente contro i massi appuntiti, ma non si fermava.

E quando in spiaggia abbiamo visto i bambini salvi e stavamo gridando al miracolo, ci siamo accorti che proprio lui non ce l’aveva fatta a salire sugli stessi scogli. Il suo corpo galleggiava in acqua a testa in giù. Dopo che è stato recuperato dal pattino, i soccorsi hanno provato a rianimarlo, gli è stato fatto il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca. Ma niente. Nulla è servito. Il bagnino non ha ripreso più i sensi. E i medici non hanno potuto fare altro che costatare la sua morte”.

Chi era Rahhaal Amarri

Luigi Rondinone, amico e socio di Rahhaal Amarri, al Corriere del Mezzogiorno ha raccontato: “Era una persona molto buona, disponibilissima. Un grande lavoratore. Quando mi hanno avvisato con un messaggio della sua morte sulle prime ho pensato ad uno scherzo. Mi trovavo a Napoli e non ci ho creduto. Poi mi hanno inviato il link di un sito online ed ho letto: ho accusato un malore, noi due eravamo come fratelli. Poteva morire solo così: mettendosi a disposizione degli altri”.

Rahhaal lavorava giorno e notte per mandare soldi alla sua famiglia e finalmente si erano create le condizioni per portare moglie e figlio in Italia. “Sarebbe partito tra qualche giorno per andarli a prendere”.

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