Cronaca

Blitz dei Nas in provincia di Caserta: sequestrati test antigenici in una farmacia

Controlli sui test Covid, blitz in una farmacia della provincia di Caserta. Sequestrati 62 test antigenici rapidi

Test Covid sequestrati a Caserta. Prosegue la campagna di controllo da parte dei carabinieri Nas sul rispetto dell’obbligo del green pass per l’accesso a determinate categorie di attività e servizi, rivolgendo le verifiche anche all’obbligo del possesso per i lavoratori, introdotto dallo scorso 15 ottobre.

Ad oggi, sono state ispezionate oltre 12mila attività ed esercizi, contestando 778 violazioni all’obbligo del green pass, delle quali 428 a datori di lavoro e titolari di attività commerciali ed erogazione di servizi oggetto di obbligo di certificazione Covid come ristoranti e bar, sale scommesse, palestre e centri estetici e massaggio, ritenuti responsabili di omessa verifica del green pass. Ulteriori 350 sanzioni sono state applicate nei confronti dei clienti e utenti, mentre 68 sono state contestate a dipendenti impegnati in attività lavorative sebbene privi di certificato verde.

Controlli sui test Covid, la scoperta a Caserta

In una farmacia della provincia di Caserta, sono stati 62 test antigenici rapidi per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 ad esclusivo uso professionale, poiché irregolarmente detenuti. E’ stato accertato che il titolare della farmacia ha eseguito l’attività diagnostica in locali privi dei requisiti strutturali ed autorizzativi senza, peraltro, provvedere al tracciamento dei test effettuati poiché non autorizzato all’accesso del relativo sistema informativo.

L’operazione

Le attività di controllo hanno interessato anche le farmacie e gli ambulatori di analisi per verificare la corretta attuazione delle disposizioni relative alle modalità di esecuzione dei testi rapidi e dei tamponi per la ricerca del Covid-19.

Al riguardo sono state ispezionate 1.200 strutture sanzionando, anche penalmente, 42 gestori per aver condotto l’attività diagnostica in difformità alle norme ed ai protocolli d’intesa, con locali non idonei e/o non autorizzati, l’omesso utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’applicazione di prezzi dei test superiori a quelli calmierati, nonché l’omessa alimentazione della banca dati sanitaria usata per la tracciatura dei contagi.


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