Cronaca

Mondragone, donne in fuga dalla zona rossa per andare a lavorare nei campi

Continua a crescere il numero dei positivi al Covid-19 nella comunità bulgara di Mondragone, man mano che vengono analizzati i tamponi eseguiti in questi giorni sui residenti nella zona dei palazzi Cirio. Per i residenti nel complesso, resta l’obbligo di rimanere in regime di isolamento domiciliare e di sottoporsi a tutti i controlli sanitari disposti dalle autorità. L’uscita non è consentita neanche per recarsi al lavoro.  I carabinieri, la polizia e i militari dell’esercito presidiano costantemente tutti i varchi di accesso al parco.

Qualcuno però riesce a sottrarsi alle maglie dei controlli. La scorsa notte è stata segnalata la fuga di alcuni residenti, immediatamente rintracciati nelle abitazioni di conoscenti nelle traverse del viale Margherita. Sono stati riportati a casa e sottoposti al tampone. Anche tre donne sono riuscite a uscire alle prime luci del giorno e a recarsi al lavoro, come braccianti, nelle campagne della zona.

Fuga dalla zona rossa per lavorare nei campi

Le tre donne state intercettate dalle forze dell’ordine nel primo pomeriggio di ieri, 23 giugno, mentre facevano ritorno, e sottoposte a tutti gli accertamenti. La sorveglianza nei loro confronti è stata aumentata.
Il sindaco Virgilio Pacifico ha chiesto un rafforzamento dei presidi e degli uomini addetti ai controlli. Sempre la notte scorsa, gruppetti di immigrati bulgari sono stati visti intrufolarsi, materassi in spalla, in un’abitazione di via Pescara cercando ospitalità da connazionali.

Secondo il comandante della polizia locale Davide Bonuglia, sarebbero stati sfrattati dai proprietari delle case dove erano finora alloggiati e dove pagano fino a 100 euro al mese per un posto letto. Affittuari senza scrupoli che avrebbero iniziato a liberarsi di inquilini diventati improvvisamente scomodi.

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