Cronaca

L’Aquila: sfruttamento della manodopera su operai casertani, 17 a giudizio

Sono 17 le persone rinviate a giudizio a vario titolo a L’Aquila per presunto sfruttamento della manodopera nei cantieri impegnati nella ricostruzione post-sisma.

Sfruttamento della manodopera, 17 persone a giudizio

Le accuse sono tutte da dimostrare. Dall’inchiesta sembrerebbe che alcuni imputati, approfittando della necessità di lavoro, abbiano fatto un’intensa attività di intermediazione. Questo poi per sfruttare la manodopera a basso costo reclutata dal Casertano.

Gli operai sono tutti impiegati, quindi, in vari cantieri aquilani, nelle zone terremotate. La Procura dell’Aquila contesta la violazione delle norme inerenti gli orari di lavoro, le ferie e il riposo.

Il pm ha contestato:
Una sistematica retribuzione svantaggiosa per maestranze sfruttate, in difformità dai contratti collettivi e sproporzionata rispetto alla qualità e alla quantità del lavoro prestato.

Il processo entrerà dunque nel vivo il 25 ottobre. Sul banco degli imputati sono quindi finiti a vario titolo: Carlo e Danilo Taddei, dell’omonima ditta con sede a Poggio Picenze, insieme al direttore generale dell’impresa, Arturo Narducci. Della Taddei c’è anche il geometra Sabatino Sette. Scagionato dalle accuse Luigi Lama, casertano.

Altri imputati sono:

  • Michele Bottalico
  • Pietro Cavagnuolo
  • Antonio, Giuliano e Francesco Marrandino
  • Giovanni di Pasquantonio
  • Salvatore e Vincenzo Tessitore
  • Raffaella Testa
  • Antonio Villamarino
  • Imane Khamriche
  • Alessandro Spinelli
  • Gianni Antonio De Laurentiis.

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