Cronaca

Droga spacciata h24 con l’aiuto di minorenni, 9 arresti in Campania | I NOMI

Spaccio di droga, nove arresti tra Alife e Crispano: coinvolti anche minori nell'attività illecita interrotta dai carabinieri

Nove arresti per spaccio di droga in Campania tra Alife Crispano dove i carabinieri della compagnia di Capua, coadiuvati dai carabinieri del comando provinciale di Caserta, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura coercitiva emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di 9 indagati ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, con l’aggravante di essersi avvalsi di un 14enne per commettere il reato.

Spaccio di droga, nove arresti tra Alife e Crispano

Il provvedimento restrittivo costituisce l’epilogo di una complessa indagine condotta dai carabinieri di Vairano Scalo, avente ad oggetto la vendita al dettaglio di droghe pesanti e leggere. Le indagini, iniziate nel febbraio 2018 e concluse nel mese di aprile 2020, sono state esperite mediante servizi di osservazione, controllo, pedinamento e da una costante attività d’intercettazioni telefoniche delle utenze in uso ai soggetti indagati. La presente indagine costituisce la prosecuzione di un’altra attività d’indagine, riguardante i membri della famiglia Fargnoli e che aveva portato all’adozione di misure cautelari custodiali in carcere.


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Spaccio di droga nelle palazzine: i nomi

A seguito dell’arresto del padre, Robert Fargnoli Jr. (nella foto), assumeva il controllo dell’attività di spaccio in zona, come emerso da fonti dichiarative. Quest’ultimo era riuscito a ricucire i contatti con alcuni noti tossicodipendenti locali ed avviato una nuova attività di spaccio, per poi espandere la cerchia di clienti con nuovi giovanissimi acquirenti. Presso la sua abitazione era sempre garantita la presenza di uno degli indagati che poteva soddisfare le richieste di stupefacenti avanzate dagli acquirenti, anche se l’opzione principale era quella di attuare lo spaccio, al dettaglio, nelle pubbliche vie o piazze di Alife. Robert Fargnoli Jr. con l’aiuto della moglie Filomena Marcello, del fratello Alessandro Romeo Fargnoli e di un minore (14enne), aveva cosi rapidamente ricostituito una florida piazza di spaccio, avente luogo presso la palazzina delle case popolari occupata dal nucleo familiare dei Fargnoli.

Vendita h24

La dinamica criminale era attuata in maniera ininterrotta, sia in orario diurno che notturno, essendo i trafficanti disponibili a cedere ogni tipo di sostanza. Dopo l’arresto del fratello Robert Fargnoli Jr., avvenuto nel luglio 2018 e la sua traduzione in carcere, nel mese di ottobre 2018, Alessandro Romeo Fargnoli aveva costituito una indipendente piazza di spaccio di hashish, sempre ad Alife, avvalendosi della collaborazione di Nicola Vetere detto U’ Piccion. Entrambi, indistintamente, ricevevano le richieste telefoniche della sostanza stupefacente dai diversi acquirenti e procedevano successivamente anche alle cessioni al dettaglio. Tale piazza di spaccio, dai riscontri acquisiti, risulta essere stata operante almeno fino al gennaio 2019.

Dove avveniva lo spaccio

Seguendo la provenienza degli approvvigionamenti della sostanza stupefacente spacciata da Alessandro Romeo Fargnoli e gli acquisti effettuati dal predetto, in qualità anche di assuntore della stessa, si aveva contezza dell’esistenza di un’altra piazza di spaccio di sostanze stupefacenti, quindi la terza piazza di spaccio, radicata sempre nel comune di Alife, gestita da Errico Di Silvio e dalla compagna Filomena Ciarella detta Veronica. Dagli approfondimenti investigativi si aveva conferma che numerosi assuntori di cocaina e crack, provenienti dai comuni di Alife, Piedimonte Matese, Vairano Patenora, Alvignano e Castello del Matese si rivolgevano a costoro per l’acquisto della sostanza. Tale piazza di spaccio era operativa sicuramente a partire dal mese di novembre 2018 e dalle dichiarazioni testimoniali rese da alcuni acquirenti risulterebbe in essere almeno fino al mese di gennaio 2020. Dal monitoraggio delle utenze in uso a Errico Di Silvio e Filomena Ciarella detta Veronica, si riusciva ad individuare in Francesco Capasso la fonte di approvvigionamento di cocaina immessa nel mercato nella zona alifana dai predetti. Capasso, a sua volta oggetto di monitoraggio telefonico, è risultato essere il reggente di una quarta piazza di spaccio, costituita principalmente in via Fausto Coppi parco Karol del comune di Orta di Atella, presso la sua abitazione ma anche nella zona del Parco Verde di Caivano. Nonostante il suo arresto, avvenuto nel mese di maggio 2019, l’attività di spaccio veniva proseguita dalla compagna Consiglia Facciuto e dalla madre di costei Francesca Cipolletti, le quali si “trasferivano” nel comune di Crispano, continuando nell’attività illecita.

Mediante la conseguenziale intercettazione delle utenze telefoniche in loro uso, risultava quindi possibile acquisire anche a loro carico elementi probatori quanto ai delitti di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le risultanze investigative hanno consentito di ricostruire quindi numerose cessioni di più tipologie di sostanze stupefacenti, quali crack, marijuana, hashish e cocaina, commesse in diversi comuni quali Alife, Orta di Atella e Crispano. È stato possibile acclarare univoci e gravi indizi di reità nei confronti di tutti e dieci gli indagati, tra cui un minore, oggi tutti colpiti da misure cautelari restrittive (tranne il minore).

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