Cronaca

Tricopigmentazione, l’ultima frontiera per combattere la calvizie

Un problema che accomuna milioni di uomini, quello del diradamento dei capelli o della calvizie; da sempre si cerca di porvi rimedio pur se attualmente non si è ancora riusciti a trovare una soluzione definitiva.
Tra i rimedi che si stanno facendo largo di recente, anche nel nostro paese, c’è la tricopigmentazione. Si tratta di una delle metodologie più innovative e recenti che può essere utilizzata in alternativa ad altre o, se si preferisce, fungendone da complemento. Andiamo a vederla più da vicino per capire di cosa si tratta nel concreto.

La tricopigmentazione non è un tatuaggio

La prima cosa da sottolineare in questo caso è che la tricopigmentazione non è un tatuaggio. In particolare tra queste due tecniche esistono differenze radicali: la tricopigmentazione provvede all’introduzione in uno strato superficiale di derma di appositi pigmenti riassorbibili e reversibili, mentre il tatuaggio provvede a depositarli più in profondità.
Inoltre gli strumenti per il primo trattamento sono completamente diversi e concepiti con il preciso fine di lavorare sul cuoio capelluto.

Tricopigmentazione temporanea o permanente

La tricopigmentazione, che si inserisce nel novero dei trattamenti di trucco permanente, è una tecnica tesa ad alterare l’aspetto estetico della zona trattata, ricreando in particolare l’effetto del pelo che cresce.
Il trattamento può essere sia temporaneo che permanente. Nel primo caso è necessario sottoporsi a una o due sedute annuali e il trattamento risponde al fatto che il paziente è oggetto di mutamenti nel corso della sua vita, sia a livello fisico che mentale. Trattandosi di una tecnica ad alta precisione basta una minima espansione per andare a rovinare il risultato conseguito.
La dermopigmentazione permanente rappresenta una scelta estremamente vincolante, in quanto non consente di tornare sui propri passi, offrendo però il vantaggio della stabilità. In questo caso le sedute di mantenimento avvengono ogni cinque anni.

Quasi sono i trattamenti più utilizzati

Tra i trattamenti di tricopigmentazione, i più richiesti sono quelli effetto rasato e densità. Nel primo caso è possibile ricostruire, dando vita ad un effetto ottico, la copertura del capello a lunghezze che possono andare da 0,5 a 2 millimetri su tutta la cute, anche in presenza di alopecia areata e totale. Si tratta ad oggi dell’intervento più efficace di tricopigmentazione.
L’effetto densità, a sua volta, consente di creare una copertura anche nel caso di capelli che siano stati mantenuti a lunghezze di rilievo. Lo si utilizza per ridurre le trasparenze e la discromia, aumentare la sensazione di infoltimento e liberare dal camouflage. Ha sostituito il punto pelo, considerato fuori moda, garantendo la medesima copertura e la massima naturalezza del risultato finale. Tra i risultati garantiti da questa tecnica c’è anche la possibilità di mascherare nel modo più adeguato il diradamento.

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