Cronaca

Si tuffa in mare, salva due bambini e muore: giovedì il rimpatrio di Rahhal

Le spese del viaggio fino a Casablanca coperte dalla comunità marocchina di Castel Volturno

Domani Rahhal tornerà in patria. L’uomo di origine marocchina si era tuffato in mare per salvare due bambini, ma è morto. Domani il giorno del distacco definitivo di “Said” da Castel Volturno. Partirà infatti giovedì 16 giugno, da Capodichino con destinazione Casablanca, il volo per il rimpatrio della salma di Rahhal Amarri nel suo Paese d’origine.

Rahhal torna in Marocco, si è tuffato in mare per salvare due bambini

Ad attendere in Marocco il corpo del 42enne, morto il 7 giugno scorso nel mare della località casertana per prestare soccorso a dei bambini in difficoltà, poi tratti in salvo, sono la moglie e il figlio della coppia, un piccolo di 4 anni che potrebbe molto presto compiere lo stesso viaggio del papà in senso inverso: Regione Campania e Comune di Castel Volturno si sono offerti di ospitarlo assieme alla mamma per la durata del ciclo di cure di cui ha bisogno.

Il viaggio

Rahhal parte per il Marocco a spese della comunità marocchina, che ha messo insieme i 2.800 euro chiesti dalla impresa funebre (è un prezzo di favore) e che ha declinato l’offerta di Regione e Comune di pagare le spese per il rimpatrio. Parte lasciando dietro di sé commozione e una scia di ricordi per la sua permanenza a Castel Volturno.

Ci era arrivato nel 2008 e, negli anni, aveva saputo conquistarsi la fiducia di tutti. All’esterno del centro sportivo creato dall’ex calciatore del Napoli Georgy Garics e dove lui prestava servizio come guardiano e addetto alla manutenzione, sono comparsi una serie di cartelli: “Qui sarà sempre casa tua e da qui porteremo avanti il tuo ricorso”.

Il torneo in memoria di Rahhal

L’ex azzurro ha fatto sapere al sindaco Luigi Petrella di voler promuovere un torneo il cui ricavato sarà interamente devoluto ai familiari dello sfortunato immigrato. Ma l’attività più conosciuta di ”Said”, come si faceva chiamare, era quella prestata sul Lido dei Gabbiani.

Dapprima come inserviente e tuttofare, poi quando i guai giudiziari hanno colpito la proprietà determinando il sequestro della struttura all’interno del complesso Fontana Bleu del Villaggio Coppola, era stato coinvolto nella gestione dello stabilimento balneare. La nuova società versava un fitto alla curatela fallimentare nominata dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

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