Cronaca

Omicidio di Gennaro Leone, 21 anni di reclusione per Gabriel Ippolito

Ventuno anni ed un mese di reclusione per Gabriel Ippolito. É  questa la sentenza della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere che si è pronunciata sull’omicidio di Gennaro Leone, il pugile 18enne di San Marco Evangelista, ucciso da una coltellata alla coscia nell’agosto del 2021 in via Vico, una delle strade della movida al centro di Caserta.

Omicidio di Gennaro Leone, 21 anni di reclusione per Ippolito

I giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche come chiesto dal pm disponendo per il 22enne di Caivano l’interdizione perpetua dai pubblici uffici oltre al risarcimento nei confronti delle parti civili, da quantificare in sede civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 100mila euro nei confronti dei genitori di Gennaro, di 70mila euro per ciascun fratello, 7mila euro per il Comune di Caserta e 5mila per la fondazione Polis. Disposta, infine, la trasmissione degli atti in procura sia per due ragazzi, tra cui la fidanzata di Gabriel, ed i sanitari dell’ospedale di Caserta che ebbero in cura Gennaro quella tragica notte.

La decisione

Dopo tre ore di camera di consiglio, è stata questo il verdetto emesso ieri della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere (presidente Roberto Donatiello, a latere Alessandro De Santis) che si è discostata di poco dalla richiesta a 23 anni di pena avanzata dal pm Chiara Esposito. I giudici non hanno accolto la tesi difensiva (avvocati Angelo Raucci e Michela Ponticelli) che ipotizzava una concausa nella morte del giovane, dovuta all’imperizia medica ma sono stati trasmessi gli atti alla Procura della Repubblica (per le eventuali determinazioni del pubblico ministero), le posizioni di un medico del Pronto Soccorso di Caserta e degli altri sanitari da individuare che si occuparono delle cure del ragazzo.

Atti in Procura anche per la fidanzata dell’imputato, Z.F. e dell’amico di Gabriel, B.T. in relazione alle loro testimonianze rese in aula. La Corte ha disposto il risarcimento in separata sede civile e una provvisionale di 100 mila euro a favore dei genitori di Gennaro e 70 mila euro per ogni fratello (rappresentati dagli avvocati Alfredo Plini e Alberto Tartaglione), oltre alla liquidazione di settemila euro a favore del Comune di Caserta (rappresentato dall’avvocatessa Carolina Mannato) e cinquemila euro a favore di Fondazione Polis.

Il processo

Il processo si è chiuso a distanza di poco meno di un anno e mezzo dal tragico fatto di sangue dell’agosto del 2021. Ieri, nel corso dell’arringa della difesa che ripercorreva le fasi del delitto, la madre della vittima è uscita dall’aula presa da un forte momento di dolore.

Redazione L'Occhio di Caserta

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