Cronaca

Camorra, scacco matto al clan del figlioccio di Cutolo

Scacco matto alla camorra: è il figlioccio di Raffaele Cutolo uno degli indagati nell’inchiesta che, ieri 20 giugno, ha decapitato un sodalizio criminale operante nella zona di Teano.

Decapitato il clan del figlioccio di Cutolo

Ieri mattina, 2o giugno, gli agenti della squadra mobile di Caserta, diretti dal vicequestore Davide Corazzini, hanno arrestato sia Armando che Michele Giuliano Aria, sia il figlio di quest’ultimo, Michele junior, che evidentemente aveva inteso continuare la tradizione di famiglia.

Oltre loro, in cella sono finiti Lorenzo Corbisiero, Paride Corso, Francesco Faella e Salvatore Salerno, quest’ultimo referente del clan Papa. Alla retata coordinata dalla Dda di Napoli hanno preso parte gli agenti della Mobile, ma anche gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, del Reparto Volo e del Reparto cinofili di Napoli, nonché in Provincia di Varese, dove ha operato la locale Squadra Mobile.

Prima di ieri, il figlioccio del capo della Nco, era già rimasto coinvolto in un’inchiesta su una serie di truffe relative a prestiti e contratti di finanziaria insieme a suo zio, Salvatore. Michele Aria era amico intimo di Roberto Cutolo, figlio del boss, ed entrambi hanno vissuto a Tradate, nel Varesotto, dove, nel 1990, il primogenito del capoclan fu ucciso.

Il pizzo

Il blitz che ieri ha interessato diversi comuni dell’Agro aversano ha portato alla luce una asfissiante pressione del clan sul tessuto economico-commerciale della zona d’influenza del sodalizio. Gli indagati, ritiene la Dda, hanno estorto denaro per «concedere» agli esercenti l’autorizzazione per aprire negozi, oltre a imporre tangenti mensili da 200-300 euro o a pretendere un terzo dei guadagni. Ha estorto a più riprese ad alcuni imprenditori del luogo, in cambio del suo avallo all’esercizio dell’attività economica, il versamento di ratei estorsivi di diverse entità, da somme di 200/300 euro mensili, fino a pretendere dai malcapitati un terzo dei guadagni.

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