Cronaca

Grazzanise, azienda bufalina “irregolare”: scatta il sequestro

Allevamento bufalino sequestrato a Grazzanise: la scoperta. Il titolare dell’allevamento è stato denunciato in stato di libertà

Un allevamento bufalino sequestrato Grazzanise. Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Castel Volturno, nell’ambito della campagna “Controlli 2022 sul dissesto idrogeologico e sul rispetto delle normative di tipo vincolistico, urbanistico/edilizio ambientale”, con particolare riferimento agli allevamenti zootecnici ricadenti nella fascia “A – Rischio Alluvione” del Piano Stralcio Difesa Alluvioni dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, si sono portati presso l’azienda bufalina sita alla località “Torre degli Schiavi”, Via Fiume Morto, in agro del comune di Grazzanise, dislocata in un’area distante circa 150 metri dal fiume Volturno, al fine di espletare un controllo sul rispetto della normativa di settore.

Grazzanise, sequestrato allevamento bufalino

Sul posto, dopo un’attenta ricognizione dell’intera struttura e della documentazione esibita, congiuntamente al personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Grazzanise, quest’ultimo intervenuto su richiesta dei predetti militari, sono state rilevate le seguenti irregolarità:

  • realizzazione e-novo di una strada per l’accesso al lato ovest dell’azienda (avente dimensione di mt 4,00 di larghezza e 60,00 mt di lunghezza) mediante innalzamento di quota pari a mt. 1 rispetto al piano di campagna, utilizzando materiale riciclato, con formazione finale di un piazzale (avente un’area di mq 1.200), all’interno di quello che in planimetria viene riportato come “recinto” per le bufale;
  • presenza di una vasca liquami in terra battuta, di circa 800 mq colma di effluenti zootecnici solidi e liquidi, all’interno del medesimo recinto;
  •  presenza di effluenti zootecnici, liquidi e solidi, all’interno del predetto recinto, con pericolo di tracimazione all’interno dei canali perimetrali, diretti verso il fiume Volturno distante a circa 150 mt. Le predette opere sono state realizzate all’interno dell’area denominata in planimetria quale “recinto per le bufale”, della estensione complessiva di circa 6.500 mq, in assenza di qualsiasi titolo abilitativo, quali Permesso di Costruire, Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.), Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) e/o autorizzazioni.

Il provvedimento

Pertanto, a completamento degli accertamenti predetti, i medesimi militari hanno proceduto, ritenendo assunte le ipotesi di reato di: utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento al di fuori dei casi previsti dalla normativa vigente e di realizzazione di interventi edilizi eseguiti in assenza di titolo autorizzativo, al sequestro probatorio e preventivo, a carico del titolare dell’allevamento, di quanto segue: area adibita a recinto della estensione di circa 6.500 metri quadrati con all’interno la nuova  strada di accesso; il piazzale; la vasca liquami in terra battuta e liquami zootecnici solidi e liquidi ivi presenti. Il titolare dell’allevamento è stato denunciato in stato di libertà.

Articoli correlati

Back to top button