Cronaca

Al lavoro nei campi sotto il sole e senza scarpe: nei guai 5 imprenditori casertani

Blitz anti caporalato, denunciati 5 imprenditori a Caserta. Gli ispettori hanno verificato le posizioni di 64 lavoratori

Cinque imprenditori denunciati Caserta a margine di una operazione anti caporalato. In particolar modo, l’Ispettorato del Lavoro di Caserta ha coordinato, nell’ambito del Progetto multi-agenzia Su.Pr.eme., un’attività di vigilanza condotta da task force composte da personale degli Ispettorati di Caserta, Napoli, Sassari, Roma e Salerno e da Carabinieri del Nil dell’Itl di Caserta, con la partecipazione dei mediatori culturali dell’Oim e con il supporto logistico delle locali Stazioni dei Carabinieri nonché, per una settimana, del personale ispettivo dell’Inps e dello Spesal della locale Asl.

Caporalato, denunciati 5 imprenditori a Caserta

L’attività, tesa a contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato in agricoltura, ha interessato principalmente i territori dell’agro-aversano, dell’agro-sessano e della zona dei Mazzoni. Diciassette le aziende agricole sottoposte a controllo – soprattutto campi di piantagione di pomodori, peperoni, melanzane, angurie – delle quali 14 sono risultate non in regola con la normativa in materia di rapporti di lavoro e legislazione sociale. Sulle restanti tre sono ancora in corso accertamenti.

Gli ispettori hanno verificato le posizioni di 64 lavoratori ed hanno emanato 4 provvedimenti di sospensione dell’attività nei confronti di altrettante aziende, per la presenza di 20 braccianti completamente “in nero” (tutti stranieri, provenienti soprattutto dall’ est Europa e dal nord Africa).

Dei 51 lavoratori provenienti da Paesi extra-Ue, 11 sono risultati privi del permesso di soggiorno per motivi di lavoro; per il loro impiego sono stati denunciati 5 imprenditori. In un campo della zona dei Mazzoni sono stati trovati, intenti a raccogliere angurie, 7 lavoratori di nazionalità tunisina privi del permesso di soggiorno; sotto il sole cocente, alcuni lavoravano senza calzature ed è emerso che venivano pagati a cottimo – 7 euro a cassone – e impiegati per 9 ore al giorno senza riposo settimanale.

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