Cronaca

Omicidio passionale ad Aversa, com’è stato ucciso Paolo Menditto

Emergono dettagli sull’omicidio di Paolo Menditto, 55enne ucciso ad Aversa per motivi passionali con 19 coltellate. In poche ore, le indagini dei magistrati della procura di Napoli Nord hanno emesso un provvedimento di fermo, eseguito da personale della squadra mobile di Caserta e del commissariato di Aversa, nei confronti di Paolo Scarano, 34 anni, incensurato di Casal di Principe, militare dell’esercito (caporale) in servizio a Roma, gravemente indiziato di essere l’autore dell’omicidio aggravato come riportato dal quotidiano Il Mattino.

Omicidio passionale ad Aversa, la ricostruzione del delitto di Paolo Menditto

Pare che Scarano non sopportasse che la compagna pagasse con rapporti sessuali le dosi di droga che Paolo Menditto le forniva. Ecco perché ha affrontato lo spacciatore, accoltellandolo diciannove volte e uccidendolo. Menditto era una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per i suoi precedenti per reati contro il patrimonio e inerenti agli stupefacenti.

Scarano è stato arrestato dagli agenti di polizia nei pressi della stazione ferroviaria di Aversa. Da qui, presumibilmente, voleva partire per andare all’estero. La gelosia covata insieme alla rabbia e, soprattutto i sentimenti che provava nei confronti della sua compagna, avrebbero portato il giovane a mettere in atto una sorta di punizione per Menditto, anche se, a quanto risulta, l’incontro tra i due uomini doveva essere chiarificatore. Qualcosa è sfuggito di mano e la rabbia è sfociata in un omicidio.

Le indagini

Tutto è iniziato giovedì 28 settembre, quando i vigili del fuoco del distaccamento di Aversa hanno ricevuto la segnalazione relativa a Paolo Menditto, residente nelle cosiddette “palazzine” di via Filippo Saporito. Da due giorni non si avevano notizie del 55enne e così i caschi rossi sono entrati nell’abitazione al secondo piano del Fabbricato 2, scala B, dove la vittima viveva. Lì hanno trovato l’uomo riverso sul pavimento del soggiorno, privo di vita, con numerose ferite (almeno 19 ad un primo esame visivo del cadavere) su tutto il corpo.

Sul posto sono giunti anche gli agenti del commissariato di Aversa e della squadra mobile di Caserta i quali accertato il decesso per ferite da arma da punta e taglio al torace, ai fianchi, all’addome e a una spalla. Le indagini, anche grazie alle immagini di alcune videocamere di videosorveglianza, hanno portato all’individuazione dell’autore dell’omicidio che è stato rintracciato alla stazione ferroviaria di Aversa.

La versione dell’omicida

Dopo averlo accoltellato mi ha guardato e mi ha detto: “ma che fai, vuoi uccidermi?”, era cosciente e ancora in vita. A quelle parole ho smesso di colpirlo e sono scappato. Ho saputo della sua morte solo il giorno dopo, quando ho letto la notizia cercando sul web“.

Questo il racconto di Paolo Scarano dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove è stato sottoposto all’interrogatorio per l’udienza di convalida dell’arresto da parte del gip del tribunale di Napoli Nord.

Al gip ha spiegato anche alcuni ulteriori passaggi della terribile vicenda. Nella prima dichiarazione resa a caldo, infatti, aveva fatto verbalizzare di essere intenzionato a uccidere per gelosia anche la sua ragazza, ma non avendola trovata insieme alla vittima non lo ha fatto.

Redazione L'Occhio di Caserta

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